Stefano Parrini nasce a Firenze nei primi anni cinquanta da una famiglia fiorentina di origine operaia. Dimostra fin da subito una scarsa attitudine per lo studio e le attività sedentarie, caratteristica che condizionerà tutta la sua vita futura. Dopo la scuola secondaria inizia la sua prima esperienza di lavoro nella macelleria che nel frattempo suo padre aveva preso in gestione dal suo datore di lavoro. Dopo qualche anno la sua famiglia decide di trasferirsi in Centro America e, Stefano, appena diciottenne, scegliendo di non seguire il percorso familiare inizia quella fase della vita che la segnerà per sempre. Potrebbe adagiarsi nel suo ruolo di ragazzo solo, sbandato e  in balia di se stesso ma i frequenti cambiamenti di lavoro e la passione per i viaggi lo portano ad allargare notevolmente la sua gamma di esperienze e le capacità manuali e le sue passione per le attività creative. L’interesse per il cuoio e le lavorazioni artigianali di questa preziosa materia prima scaturisce dai viaggi in Messico, in America centrale e meridionale, dove per mantenersi si prodiga in diverse attività , come la lavorazione delle pietre, del corallo, dell’argento, la pittura. Ma rimane comunque fatalmente attratto dal cuoio e dalla molteplicità di usi che in questi paesi ne viene fatta. Al ritorno in Italia negli anni ottanta Stefano decide di insediarsi nelle zone montane dell’Appennino tosco romagnolo, dove mette a frutto le esperienze di viaggio lavorando per vetturini e cavalieri e imparando ulteriormente il mestiere della selleria. Con il tempo inizia a inventare e fabbricare propri modelli, soprattutto articoli da viaggio ed escursionismo, oggetti di uso quotidiano, rigorosamente in cuoio. Alla fine degli anni ottanta è costretto a interrompere l’attività a causa dei cambiamenti del mercato , il cuoio non attrae più le persone, i cavalli sono passati di moda e più nessuno o quasi lavora nei boschi con i cavalli. Le tendenze della  moda infine, prediligono materiali totalmente diversi. E’ agli inizi degli anni duemila che SP crede di intravedere un bagliore di rinascita di interesse per questo tipo di manufatti e decide di riprendere l’attività dedicandosi alla produzione di oggetti totalmente fatti a mano, utilizzando esclusivamente cuoio a concia vegetale, cuciti con filo di lino cerato, di design esclusivo, praticamente pezzi unici. Negli ultimi anni Stefano è riuscito a costruirsi una piccola rete di clienti privati e di collaborazioni che gli permettono di andare avanti, anche se ancora siamo ben lungi dagli obbiettivi che si era proposto.  Da alcuni anni ha deciso di aprire il suo laboratorio a tutti coloro che per passione o per lavoro vogliono approfondire la conoscenza del suo mestiere e organizza corsi di varia durata e impegno compatibilmente con gli interessi delle persone che ne fanno richiesta. Contestualmente si impegna anche come insegnante presso scuole private di arte e artigianato, dove gli allievi sono in grande maggioranza extra europei, praticamente gli unici interessati ad imparare mestieri manuali. Collabora con Scuola del Cuoio di Firenze, con Accademia Riaci di Firenze ,con il progetto Craft The Leather del Consorzio Vera Pelle al Vegetale e all’inizio del 2014 ha prestato la sua professionalità per il progetto di Samsung Maestros Accademy. Dal 2015 collabora con IED di Firenze.